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Velocizzare Windows 7 e sistemi operativi precedenti con un Fix it

http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Velocizzare-Windows-7-e-sistemi-operativi-precedenti-con-un-Fix-it_12500

Si chiamano Fix it le applicazioni periodicamente rilasciate dai tecnici Microsoft che permettono di risolvere specifici problemi legati al funzionamento di Windows o dei programmi installati. Questa volta Microsoft ha rilasciato un Fix it che permette di aiutare gli utenti a velocizzare Windows 7 e le precedenti versioni del sistema operativo.Di solito non ci sentiamo di consigliare specifiche applicazioni, sviluppate da terze parti, per velocizzare Windows 7 o le altre versioni del sistema operativo Microsoft.Con un po´ di pazienza è infatti possibile rilevare e risolvere in proprio le principali problematiche che rallentano Windows.Il Fix it di Microsoft, appena rilasciato e contraddistinto dal numero identificativo KB 3064207, fa eccezione. Si tratta infatti di uno strumento sviluppato e distribuito ufficialmente dal colosso di Redmond che si fa carico di riconoscere e risolvere alcune problematiche molto comuni.L’applicazione è compatibile con i sistemi Windows 7, Windows Vista e Windows XP (interessante rilevare con il Fix it consenta di ottimizzare anche un sistema operativo, qual è Windows XP, ormai non più supportato) e concentra la sua attenzione sui seguenti aspetti:1) Impostazioni per il risparmio energetico2) Rilevamento di più soluzioni antivirus contemporaneamente in uso sulla stessa macchina3) Individuazione dei programmi non necessari che si avviano all’accensione del computer e ad ogni ingresso in Windows4) Spazio disponibile sulle unità di memorizzazione quasi esaurito5) Presenza di troppi programmi inutilizzati6) Presenza di troppi programmi simultaneamente in esecuzione in background7) Tracce lasciate da programmi ormai disinstallati8) Presenza di molti file temporanei ed elementi ormai superflui9) Frammentazione del disco fisso (nel caso degli hard disk magnetomeccanici di tipo tradizionale)10) Presenza di dati danneggiati11) Configurazione errata di Windows Update; mancanza di aggiornamenti importanti; utilizzo di driver obsoleti (viene ad esempio controllato che le periferiche di memorizzazione non ricorrano alla vecchia modalità PIO – che presuppone l’intervento diretto della CPU – in luogo dei trasferimenti DMA).Il Fix it Microsoft non è destinato agli utenti più smaliziati ma offre comunque la possibilità di controllare rapidamente la configurazione di qualunque sistema (fatta eccezione, per il momento, per i sistemi Windows 8, Windows 8.1 e Windows 10) avendo la possibilità di evidenziare e correggere subito eventuali problemi.Dopo aver scaricato il Fix it Microsoft cliccando qui, verrà automaticamente effettuato il download del suo motore di scansione.Al termine dell’operazione, suggeriamo di fare clic sul pulsante Rileva i problemi e consenti di scegliere le correzioni da applicare.Ulteriori informazioni sul Fix it sono pubblicate in questa pagina.Di solito, comunque, per velocizzare Windows 7 e le precedenti versioni del sistema operativo, uno dei passaggi chiave consiste nel verificare quali applicazioni vengono automaticamente caricate ed eseguite all’avvio.Una volta uno degli strumenti più ‘gettonati’ per svolgere questo tipo di controlli era HijackThis, adesso superato da altre utilità.La procedura da seguire è illustrata nel nostro articolo Usare HijackThis ha ancora senso?.Nel caso in cui il sistema fosse appesantito da componenti superflui (adware, toolbar e programmi al limite dello spyware), suggeriamo di seguire le indicazioni riportate nell’articolo Computer lento in seguito a virus e malware.

— gReader

Usare più account Skype contemporaneamente

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Skype non offre un semplice sistema per usare più account contemporaneamente. Se si dispone di più account, uno per le attività personali, un altro per l’attività lavorativa e così via, potrebbe rivelarsi molto utile restare collegati con i vari account utente.Utilizzare Skype for Web per usare più account Skype insieme Di recente Microsoft e la controllata Skype hanno presentato Skype for Web, un comodo servizio che permette di utilizzare il client VoIP ed il programma per la messaggistica istantanea direttamente dal browser.Ricorrendo a Skype for Web non è evidentemente necessario installare l’applicazione client sul sistema desktop o sul notebook: basterà servirsi solamente del browser (Skype for Web al debutto anche in Italia).Per utilizzare contemporaneamente due diversi account, quindi, una possibile strategia consiste nell’effettuare il login ad un account con Skype for Web da questa pagina ed utilizzare normalmente Skype installando il software client ufficiale per l’altro account utente.In questo modo si potranno usare contemporaneamente due account Skype diversi.In alternativa, se si volessero utilizzare simultaneamente più account Skype, basterà servirsi della modalità di navigazione in incognito che ormai quasi tutti i browser integrano.Con Google Chrome, ad esempio, basterà premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+N per aprire rapidamente una nuova finestra di navigazione in incognito.Utilizzando la finestra per la navigazione in incognito che, lo ricordiamo, evita di salvare sul sistema locale qualunque dato personale (compresi file temporanei e cookie) e che ‘vive di vita propria’ rispetto alle altre schede e finestre aperte con il browser, si potranno avviare più sessioni di lavoro su Skype for Web.Così facendo, aprendo una finestra di navigazione in incognito per ogni singolo account utente, si potrà accedere al network Skype, contemporaneamente, con più account differenti.Per chi preferisce utilizzare il client Skype per Windows, Mac OS X e Linux Utilizzare un secondo account Skype in Windows e negli altri sistemi operativi è piuttosto semplice.Dopo aver avviato il client Skype, infatti, è possibile eseguire una seconda istanza dell’applicazione ricorrendo, in ambiente Windows, ai seguenti comandi:’C:\Program Files (x86)\Skype\Phone\Skype.exe’ /secondary’C:\Program Files\Skype\Phone\Skype.exe’ /secondaryEntrambi i comandi debbono essere digitati, nella loro interezza, all’interno della finestra Esegui, richiamabile usando la combinazione di tasti Windows+R.Il primo comando va utilizzato sui sistemi Windows a 64 bit mentre il secondo su quelli a 32 bit.Così facendo, nell’area della traybar di Windows apparirà una seconda icona di Skype ed il programma richiederà di effettuare il login (si dovranno inserire nome utente e password dell’altro account).Il comando può essere utilizzato più volte così da aprire ulteriori nuove istanze del client Skype.È possibile creare un collegamento sul desktop od in altre aree del sistema in modo tale da poter eseguire velocemente il comando che consente di aprire nuove istanze di Skype.In Linux è possibile utilizzare il comando skype –secondary mentre in Mac OS X si può ricorrere al seguente:open -na /Applications/Skype.app –args -DataPath /Users/$(whoami)/Library/Application\ Support/Skype2Al posto di Skype2 si può specificare ad esempio Skype3 o Skype4 qualora si volesse inizializzare una terza e quarta copia del client Skype per Mac OS X…

Android: due giochi presenti sul Play Store rubavano le password di Facebook degli utenti

http://feedproxy.google.com/~r/Geekissimo/~3/xtdYZNxFUQE/story01.htm

Brutte notizie per gli utenti Android. Alcuni ricercatori dell’azienda di sicurezza informatica Trustlook hanno scovato del contenuto malevolo in due giochi che sono stati liberamente scaricabili dal Google Play Store per quattro mesi: il platform “Cowboy Adventure” e il gioco di scacchi “Jump Chess”. I titoli, entrambi realizzati da una software denominata Tinker Studio ed entrambi con centinaia di migliaia di download all’attivo, presentavano una falsa schermata per il login di Facebook attraverso la quale si sospetta che siano stati rubati i dati d’accesso di diversi utenti. Potenzialmente migliaia, forse qualcuno in meno, per fortuna. La scoperta getta una nuova ombra sulla qualità dei controlli a cui Google sottopone le applicazioni pubblicate sul suo store. Tuttavia c’è da precisare che in casi come quello in oggetto non è facile rilevare in maniera tempestiva la minaccia. Al contrario di molte altre app rimosse dal Play Store, nei giochi sviluppati da Tinker Studio il contenuto malevolo era nascosto, anche piuttosto bene, all’interno di un “guscio” legittimo: i giochi, infatti, c’erano davvero, funzionavano regolarmente e rispettavano la descrizione presente nella loro pagina di download. In ogni caso, adesso sono stati rimossi entrambi da Google Play e si spera che in futuro non si ripetano più situazioni del genere. Speranza vana, dite? Può darsi. E allora facciamo finta che sia una buona occasione per ripassare un po’ di regole di buonsenso per noi utenti. Prima di scaricare un’applicazione dal Play Store controlliamo sempre che quest’ultima provenga da uno sviluppatore affidabile, che nei commenti non siano segnalate attività sospette (nei commenti di Cowboy Adventure alcuni utenti avevano sottolineato un probabile furto dei dati d’accesso a Facebook) e che non richieda troppi permessi “a casaccio”. Vi lasciamo al link per approfondire, anche sotto il punto di vista tecnico, la questione relativa ai giochi di Tinker Studio e il sistema che escogitavano per rubare gli account Facebook degli utenti. LINK | Meet the Most Successful Malware on Google Play: Nearly 1M Users in 4 Months Android: due giochi presenti sul Play Store rubavano le password di Facebook degli utenti, pubblicato su Geekissimo il 11/07/2015 © naqern per Geekissimo, 2015. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Android. Post tags: rubare password L’articolo Android: due giochi presenti sul Play Store rubavano le password di Facebook degli utenti sembra essere il primo su Geekissimo.

— gReader

Addio, Popcorn Time!

http://www.wired.it/play/televisione/2015/07/09/addio-popcorn-time/

R.I.P. Popcorn Time: il popolare servizio di streaming di dubbia legalità (anche se i suoi autori assicurano il contrario) chiude i battenti. I numerosi utenti della piattaforma gratuita restano orfani e noi italiani torniamo nella tranquilla attesa dell’avvento di Netflix, che avverrà a ottobre. “Il nostro esperimento ci ha posto sulla soglia di infiniti dibattiti sul copyright e la pirateria, minacce legali e ingranaggi oscuri che ci fanno sentire in pericolo mentre facciamo quel che amiamo. E non è una battaglia alla quale vogliamo partecipare”, recita la lettera di addio confezionata dal team di Popcorn Time. Non viene fatta menzione esplicita delle ragioni della chiusura del servizio, che in ogni caso aveva già reso inaccessibile la sua pagina dedicata ai film alcuni giorni fa. La stessa Netflix, tempo addietro, aveva dichiarato che Popcorn Time era un temibile competitor. The post Addio, Popcorn Time! appeared first on Wired.

Minicomputer su chiavetta HDMI: Intel Compute Stick

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Canonical, società fondata da Mark Shuttleworth che promuove e finanzia lo sviluppo della distribuzione Linux Ubuntu, ha ufficialmente presentato il secondo modello della chiavetta HDMI Intel Compute Stick.Si tratta di un vero e proprio minicomputer, capace di trasformare qualunque monitor o TV (dotati di porta HDMI) in dispositivi intelligenti.Come evidenziato a suo tempo (Intel Computer Stick, arriva il minicomputer su chiavetta), il minicomputer Intel Compute Stick integra infatti tutto il necessario per elaborare documenti, navigare in Rete, gestire file e cartelle, riprodurre contenuti multimediali e così via.La versione dell’Intel Compute Stick annunciata da Canonical è basata su Ubuntu 14.04 LTS 64 bit, costerà 110 dollari (probabilmente qualcosa di più in Europa) ma sarà caratterizzata da una dotazione hardware più ‘essenziale’ rispetto al modello con Windows 8.1 preinstallato.Entrambi i modelli di Compute Stick, infatti, poggiano su un processore Intel Atom Z3735F (supporta la tecnologia per la virtualizzazione VT-x) ma mentre la versione Ubuntu è equipaggiata con 1 GB di memoria RAM, quella basata su Windows 8.1 può contare su 2 GB di RAM (in entrambi i casi DDR3L, 1.333 MHz).

La truffa arriva via mail. Un riscatto per “liberare” i file

http://www.lastampa.it/2015/07/03/italia/cronache/la-truffa-arriva-via-mail-un-riscatto-per-liberare-i-file-kVMjwokiddbJplCRwsSYXJ/pagina.html

Immaginate di svegliarvi una mattina, di accendere il vostro computer e scoprire che tutti i file che avete dentro sono spariti di colpo. O meglio, li vedete, ma sono criptati. Qualcuno vi impedisce di aprirli. Anni di vita, buttati. A meno che non siate disposti a tirare fuori un bel pacco di soldi. Giancarlo Emanuel non è uno sprovveduto, è un gi…