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Come scoprire la password WiFi: tutti i metodi

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Come rivelare la password WiFi dimenticata? Come accedere alla rete WiFi se non si trova più la password corretta?Scoprire le password WiFi memorizzate in Windows, Android o Apple iOS Per scoprire la password di una WiFi alla quale ci si è già connessi in passato, ad esempio per permettere il collegamento, alla medesima rete, di altri dispositivi wireless, ci si può portare nelle proprietà della connessione in Windows.Se si è in possesso di un account amministratore, in Windows è immediato recuperare le password delle reti WiFi memorizzate in precedenza.La procedura da seguire, semplicissima, è illustrata nella seconda parte dell’articolo Trovare la password Wi-Fi dimenticata.Ad ogni modo, accedendo in Windows alle proprietà della connessione WiFi, cliccando sulla scheda Sicurezza quindi attivando la casella Mostra caratteri, si visualizzerà immediatamente, in chiaro, la password associata alla rete wireless.Recuperare le password WiFi da un dispositivo Android o Apple iOS, invece, non è così immediato ed è possibile solo effettuando il rooting dei primi od il jailbreaking degli iPhone ed iPad.Nel caso di Android, dopo aver effettuato con successo il rooting del dispositivo mobile, si potrà scaricare un’applicazione gratuita come ES Gestore File (ES Gestore File: guida all’uso) quindi attivare l”interruttore’ Root Explorer dal menu Strumenti della app.A questo punto si dovrà individuare la cartella /data/misc/wifi del dispositivo.All’interno di questa cartella si troverà un file denominato wpa_supplicant.conf.Toccandolo, si potrà aprirlo nell’editor di testo di ES Gestore File (ES Note Editor).

Malwarebytes rimuoverà più software indesiderati

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Malwarebytes Anti-Malware è già oggi uno dei software più efficaci nel rilevamento e nella rimozione delle minacce (Computer lento in seguito a virus e malware. Come scoprirlo e come risolvere).Il programma è particolarmente abile anche nel riconoscimento e nell’eliminazione di tutti quei software, potenzialmente indesiderati (PUP ossia Potentially Unwanted Software), che vengono spesso inclusi nelle procedure d’installazione di molte applicazioni o negli installer proposti da ‘certi’ siti di download (Famosi siti di download usano adware come Superfish).I PUPs spesso sono responsabili del rallentamento del sistema, di evidenti malfunzionamenti o del monitoraggio dell’attività online degli utenti.Già particolarmente abile nella neutralizzazione dei software indesiderati od inutili, Malwarebytes a breve si arricchirà delle capacità di rilevamento e rimozione offerte dall’utilità gratuita Junkware Removal Tool.

Windows 10 gratis per gli Insider? Si, ma col trucco

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È stato ancora aggiornato il post in cui Microsoft annunciava, un po’ malamente, la gratuità di Windows 10 per tutti gli Insider partecipanti al programma di beta. In realtà non è così, e la società si è costretta a spiegarne tutti i dettagli…

La data di uscita di Windows 10 è vicina: le novità

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In vista del rilascio della versione finale di Windows 10, fissato per il prossimo 29 luglio, Microsoft è tornata sull’argomento illustrando alcune interessanti novità. Gabe Aul, uno dei responsabili del progetto Windows 10, ha innanzi tutto chiarito che tutti i possessori di un sistema operativo Windows 7 o Windows 8.1 (licenza regolarmente acquistata o acquisita) potranno sin da subito richiedere l’aggiornamento a Windows 10.Anche coloro che hanno sino ad oggi partecipato al programma Windows Insider riceveranno automaticamente la versione finale di Windows 10. Chi ha instalato una versione di anteprima del sistema operativo, quindi, ne otterrà la release definitiva. Ovviamente tale sarà attivabile solamente acquistando una licenza ma anche coloro che sino ad oggi hanno utilizzato proficuamente le preview di Windows 10 potranno trasformare l’installazione in una configurazione stabile, da utilizzarsi a tempo indeterminato e senza la perdita di alcun dato.Aul ha poi aggiunto che, una volta ultimata la procedura di aggiornamento a Windows 10, tutti gli utenti avranno la facoltà di reinstallare da zero il sistema operativo da un supporto generato ad esempio da file ISO.A partire dal rilascio della prossima versione di anteprima di Windows 10, comunque, gli utenti dovranno necessariamente utilizzare un account Microsoft per accedere al sistema.

— gReader

Google Play Services si è bloccata in modo anomalo: come risolvere

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Se, all’improvviso, sul proprio dispositivo mobile Android dovesse iniziare a comparire il messaggio d’errore l’applicazione Google Play Services si è bloccata in modo anomalo, quali interventi è possibile apportare alla configurazione del sistema operativo in modo da risolvere il problema?Che cos’è Google Play Services Innanzi tutto, che cos’è Google Play Services?Si tratta di un’applicazione preinstallata in Android che offre una serie di servizi utili per il corretto funzionamento del sistema operativo e delle app dell’universo Google: Maps, Google+, Foto, Drive, Wallet, servizi di geolocalizzazione e così via. Google Play Services viene aggiornata indipendentemente dalla versione di Android in uso e non segue i criteri di update eventualmente definiti in Google Play (accedendo alle impostazioni è possibile bloccare l’installazione automatica degli aggiornamenti).L’installazione automatica degli aggiornamenti di Google Play Services è importante perché consente di assicurarsi l’aggiunta di funzionalità sempre nuove via a via che vengono implementate dai tecnici della società di Mountain View.Risolvere l’errore “l’applicazione Google Play Services si è bloccata in modo anomalo” Cosa fare se, improvvisamente, Android dovesse visualizzare l’errore l’applicazione Google Play Services si è bloccata in modo anomalo?Uno dei primi interventi da provare consiste nel cancellare la cache di Google Play Services accedendo alla lista delle app installate in Android.Nella schermata App, contenente l’elenco delle applicazioni correntemente installate, bisognerà sfogliare le varie schede fino a portarsi nella scheda ‘Tutte’.Toccando l’app Google Play Services, si accederà alla schermata riportata in figura:È bene annotare il numero di versione completo in modo da ricordarsi l’esatta release al momento installata in Android.L’ultimo numero di tre cifre all’interno delle parentesi (dopo il trattino) fornisce un’indicazione di quale tipologia di versione viene installata sul dispositivo mobile.La numerazione prima della parentesi ha la forma seguente: -XYZ.Al posto di X viene visualizzato uno 0 nel caso di Android inferiore alla versione 5.0Per Android 5.0 e release seguenti, vengono mostrate le cifre 4 o 7.Per Android TV viene utilizzata la cifra 8.Al posto di Y viene usata una cifra che suggerisce l’architettura del dispositivo mobile:1 per armeabi3 per armeabi-v7a4 per arm64-v8a7 per x86L’ultima cifra (Z) definisce i DPI dello schermo:0 universale2 per 160 DPI4 per 240 DPI6 per 320 DPI8 per 480 DPIPer provare ad eliminare la comparsa del messaggio l’applicazione Google Play Services si è bloccata in modo anomalo e, di conseguenza, risolvere gli improvvisi crash di Google Play Services, si può provare a toccare il pulsante Cancella cache.In alternativa, si può provare – dalla schermata principale delle applicazioni – toccare l’icona con i tre punti impilati e scegliere Reimposta preferenze app.Se, ancora, non si riuscisse a risolvere il problema, si può provare a ripristinare la versione predefinita di Google Play Services.Sempre dalla schermata Informazioni applicazione, basta toccare il pulsante Disattiva e rispondere OK alla comparsa del successivo avviso.Rispondendo ancora OK al successivo quesito, si potrà ripristinare Google Play Services alla versione ‘di fabbrica’.Un ulteriore tentativo per cercare di capire quale versione di Google Play Services causa problemi consiste nel provare a reinstallare una precedente release dell’applicazione.